Secondo contributo svizzero – Credito quadro migrazione

Il contributo della Svizzera mira a ridurre le disparità economiche e sociali all’interno dell’Unione europea (UE) allargata. Si basa sull’articolo 54, capoverso 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera. In questo modo, la Svizzera si impegna per un’Europa sicura, stabile e prospera. Per sostenere questo processo, tra il 2007 e il 2014 il Parlamento svizzero ha approvato tre crediti quadro per un valore di 1,302 miliardi di franchi su un periodo di 10 anni (contributo all’allargamento). I Paesi partner sono i 13 Paesi dell’UE (UE-13) che hanno aderito all’UE negli anni 2004 (UE-10), 2007 (Bulgaria e Romania) e 2013 (Croazia).

Il 3 dicembre 2019 il Consiglio federale ha autorizzato il secondo contributo della Svizzera ad alcuni Stati membri dell’UE. L’ammontare del secondo contributo svizzero corrisponde a quello del primo contributo all’allargamento ovvero, a 1,302 miliardi di franchi. Il contributo consiste in due crediti quadro: il primo o è pari a 1102 milioni di franchi ed è stanziato a favore dei Paesi dell’UE-13 per rafforzare la coesione (credito quadro coesione, attuato da DSC e SECO); il secondo prevede un importo pari a 200 milioni di franchi destinato a misure nel settore della migrazione (credito quadro migrazione, attuato dalla SEM).

Il credito quadro migrazione ha lo scopo di contribuire a rafforzare la gestione dei movimenti migratori in alcuni Stati membri dell’UE e sarà attuato sotto forma di programmi realizzati negli Stati sostenuti. Uno degli obiettivi di questo impegno è contrastare l’immigrazione irregolare (secondaria) in Europa. Il credito quadro sarà assegnato in via prioritaria ai seguenti settori: procedura d’asilo, infrastrutture e ritorno volontario. I mezzi saranno stanziati agli Stati membri dell’UE particolarmente colpiti dai movimenti migratori e in cui vi è un particolare bisogno di rafforzare le strutture migratorie, ovvero anche in Stati membri dell’UE che non fanno parte dell’UE-13. La base legale è costituita dalla legge sull’asilo (RS 142.31). I criteri per definire i Paesi partner sono l’entità dell’impatto della migrazione e la definizione dei mezzi necessari per gestire i flussi migratori.

Maggiori informazioni sono reperibili sul sito del DFAE:

Ultima modifica 23.04.2021

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