Dopo quasi 14 anni di guerra civile la Siria deve affrontare enormi sfide a livello economico, politico e sociale. In molte parti del Paese le infrastrutture sono in gran parte distrutte. Oltre 14 milioni di siriani sono stati sfollati: una metà di essi si è rifugiata all’estero e l’altra metà è stata sfollata internamente. Si stima che oltre mezzo milione di persone hanno perso la vita nel conflitto. Secondo le Nazioni Unite la stragrande maggioranza della popolazione continua a dipendere dagli aiuti umanitari.
Nel fine settimana dell’8 dicembre 2024 il Governo siriano di Bashar al-Assad è stato rovesciato da vari gruppi ribelli guidati da Hayat Tahrir El Sham. Da allora la Siria attraversa una fase di transizione politica.
Il 9 dicembre 2024 la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha sospeso le decisioni relative alle domande d’asilo presentate da cittadini siriani; successivamente la stessa SEM ha ripreso gradualmente a emettere tali decisioni. A partire dal 1° maggio 2026 le domande presentate da persone provenienti dalla Siria verranno nuovamente evase secondo gli standard consueti, con relativa emanazione delle decisioni pertinenti.
La SEM continua a monitorare attentamente il contesto siriano e all’occorrenza rivedrà la propria posizione.
FAQ
Basandosi su una valutazione attuale la SEM è giunta alla conclusione che per il momento in Siria non prevale più una situazione di violenza generalizzata a livello nazionale. Vi sono però differenze tra le varie regioni del Paese, e l’evoluzione futura resta incerta. Un deterioramento della sicurezza è possibile in qualsiasi momento. La situazione rimane quindi molto instabile, in particolare per quanto riguarda la garanzia dello Stato di diritto, la tutela delle minoranze e la garanzia di una pace duratura.
La SEM continua pertanto a seguire con attenzione l’evolversi della situazione.
La SEM tratta le domande d’asilo individualmente secondo le disposizioni vigenti della legislazione in materia di asilo e di stranieri. Dopo la caduta di Bashar al-Assad il quadro siriano è cambiato, motivo per cui la prassi in materia di asilo e allontanamento è stata adeguata. Attualmente la SEM ritiene che non si possa più parlare di «situazione di violenza generalizzata» per tutte le parti del Paese. Qualora le condizioni siano favorevoli può essere disposto l’allontanamento verso determinate regioni. Poiché tuttavia dal punto di vista della sicurezza il quadro resta instabile e, sotto il profilo economico e umanitario, la situazione è precaria, per molte persone provenienti dalla Siria le condizioni non risultano attualmente favorevoli.
- Rifugiati riconosciuti provenienti dalla Siria (permesso B):
In linea di principio la concessione dell’asilo e il riconoscimento dello statuto di rifugiato sono di durata indeterminata. Sussistono fino a quando non intervenga un motivo di porvi fine secondo l’articolo 63 o 64 della legge sull’asilo (LAsi). Secondo l’articolo 63 capoverso 1 lettera b LAsi, la SEM revoca l’asilo o disconosce la qualità di rifugiato per i motivi menzionati nell’articolo 1 sezione C numeri 1-6 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati.
Le cosiddette «clausole di cessazione» definiscono in quali circostanze un rifugiato cessa di essere tale. Le clausole si fondano sulla considerazione che la protezione internazionale non deve più essere concessa quando non è più necessaria o giustificata. Di conseguenza, una persona non fruisce più della Convenzione sullo stato dei rifugiati se, cessate le circostanze in base alle quali è stata riconosciuta come rifugiato, essa non può continuare a rifiutare di domandare la protezione dello Stato di cui ha la cittadinanza (art. 1 sez. C n. 5 Convenzione sullo statuto dei rifugiati).
A tal fine è necessario in ogni caso un cambiamento fondamentale o profondo di carattere duraturo, in base al quale si possa presumere che il motivo del timore di persecuzione non sussista più. Per quanto riguarda il miglioramento delle condizioni generali nel Paese di origine, è necessario che la situazione possa essere considerata democratica, conforme allo Stato di diritto, conforme ai diritti umani, stabile e duratura.
Il quadro politico in Siria rimane confuso e gli scenari futuri sono difficili da prevedere, per cui al momento non è possibile valutare in modo affidabile la situazione in materia di sicurezza e diritti umani nel Paese. Di conseguenza, per il momento nulla cambia per i Siriani che hanno trovato protezione in Svizzera. La SEM continua a seguire attentamente gli sviluppi.
Poiché in Siria la situazione resta instabile, allo stato attuale delle cose le condizioni citate non risultano ancora soddisfatte. La SEM continua a monitorare attentamente la situazione.
- Persone ammesse provvisoriamente AP (permesso F):
Secondo l’articolo 84 capoversi 1 e 2 LStrI, la SEM verifica periodicamente se le condizioni per l’ammissione provvisoria già disposta sono ancora soddisfatte. Nel contesto siriano una tale verifica sarà possibile solo quando il Tribunale amministrativo federale avrà confermato la prassi in materia di asilo e allontanamento a seguito della caduta del Governo di al-Assad..
È importante sottolineare che, affinché l’ammissione provvisoria possa essere revocata, anche qualora venissero meno i presupposti è obbligatoria una verifica preliminare della proporzionalità specifica per ciascun caso. In tale contesto occorre valutare gli interessi privati della persona interessata a rimanere in Svizzera e gli interessi pubblici della Svizzera a eseguire l’allontanamento. In parole povere, si valuta se queste persone svolgono un’attività lucrativa e sono integrate, se i loro figli frequentano la scuola, se il luogo di soggiorno è/era costantemente noto alle autorità, se hanno commesso reati, ecc.
Le persone che desiderano tornare volontariamente in Siria devono rivolgersi ai servizi cantonali di consulenza per il ritorno, che organizzano il viaggio in collaborazione con la SEM.
Dopo il cambio di potere nel dicembre 2024, il numero di partenze volontarie verso la Siria è aumentato notevolmente ma rimane comunque relativamente basso rispetto al numero di persone che soggiornano in Svizzera. I dati attuali sui rimpatri in Siria sono reperibili nelle statistiche sull’asilo pubblicate mensilmente dalla SEM.
Dal mese di luglio 2025 i cittadini siriani hanno la possibilità di partecipare, nel quadro di un progetto pilota, all’EU Reintegration Programme (EURP). In questo contesto beneficiano di un aiuto finanziario iniziale di 615 euro a persona e di un aiuto alla reintegrazione pari a 2000 euro per la prima persona e a 1000 euro supplementari per ogni ulteriore persona. L’aiuto alla reintegrazione è vincolato alla realizzazione di un progetto.
In occasione della ripresa dell’attività decisionale a partire dal 1° maggio 2026, la SEM lancia un programma di aiuto al ritorno destinato alle persone che tornano volontariamente in Siria. Oltre agli aiuti iniziali e ai contributi per progetti previsti dall’EURP, verrà erogato un importo supplementare da parte della Svizzera pari a 1000 franchi per persona.
- Nel caso di persone provenienti dalla Siria e ammesse provvisoriamente in Svizzera, la SEM può autorizzare un viaggio nel Paese d’origine previo esame del caso specifico (art. 9 dell’ordinanza concernente il rilascio di documenti di viaggio per stranieri, ODV).
- Per motivi giuridici (divieto di viaggiare per rifugiati secondo l’art. 59c della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione, LStrI) la SEM non può autorizzare i rifugiati riconosciuti a recarsi nel loro Paese d’origine o di provenienza. Se dei rifugiati riconosciuti hanno intrapreso un viaggio nel Paese d’origine o di provenienza, ciò comporta, di norma, ai sensi dell’articolo 63 capoverso 1bis LAsi, il disconoscimento della qualità di rifugiato e la revoca dell’asilo. Sono fatti salvi i casi in cui lo straniero rende verosimile di essersi visto costretto a effettuare tale viaggio.
La SEM ordina l’esecuzione degli allontanamenti purché siano ammissibili, ragionevolmente esigibili e possibili. L’esecuzione degli allontanamenti incombe ai Cantoni. È possibile eseguire un rimpatrio in Siria solo se la persona è stata identificata ed è disponibile un documento di viaggio valido. La SEM è in contatto con le autorità siriane e supporta i Cantoni nell’acquisizione dei documenti.
In caso di reati gravi uno straniero può essere espulso dal Paese da un tribunale penale. In questi casi occorre verificare se l’esecuzione dell’espulsione verso la Siria è ammissibile. L’esecuzione dell’espulsione incombe i Cantoni, che beneficiano di un sostegno della SEM per l’acquisizione dei documenti necessari. Nel caso di persone provenienti dalla Siria che hanno commesso reati e nei cui confronti è stata ordinata l’espulsione, a determinate condizioni l’espulsione è considerata ammissibile.
Nel 2023, 2024 e 2025 la Svizzera ha stanziato aiuti umanitari per un ammontare di 60 milioni di CHF all’anno a favore della Siria e dei Paesi limitrofi.
Poiché da dicembre 2024 la situazione in Siria è cambiata radicalmente, la Svizzera ha adeguato il proprio contributo fornendo sostegno durante il processo di transizione politica, nonché finanziando la ricostruzione socioeconomica e lo sviluppo, così da soddisfare i bisogni della popolazione siriana e creare condizioni di vita dignitose. Contestualmente il nostro Paese presta aiuto umanitario alla popolazione più svantaggiata.
Nel quadro del programma di cooperazione in favore della Siria e dei Paesi limitrofi per il periodo 2026-2029, la Svizzera porta avanti attività negli ambiti dello sviluppo umano, dello sviluppo economico, del clima e dell’ambiente nonché della pace e della buona governance (cfr. Informazioni del DFAE). In Siria la SEM è impegnata soprattutto nell’ambito dello sviluppo umano e, da fine 2024, in collaborazione con le organizzazioni partner dell’ONU fornisce assistenza giuridica e sostegno nell’ottenimento dei documenti di diritto civile necessari per la reintegrazione dei cittadini siriani che fanno ritorno in patria. In Siria attualmente vi è un grande bisogno sotto questo punto di vista; durante la guerra, infatti, milioni di civili sono stati sfollati e molte persone hanno perso le loro proprietà, che sono state distrutte, espropriate oppure acquisite illegalmente in loro assenza. Solo garantendo e applicando i diritti in materia di abitazione, territorio e proprietà sarà possibile permettere agli sfollati e alle persone rimpatriate un ritorno e una reintegrazione duraturi.
Ultima modifica 16.04.2026