Ucraina: integrazione delle persone con statuto S nel mercato del lavoro superiore alla media

Berna, 23.08.2022 - Le persone in cerca di protezione provenienti dall’Ucraina hanno successo nel mercato del lavoro svizzero: oltre il 10 per cento delle persone con statuto di protezione S in età lavorativa ha intrapreso un'attività lucrativa. A sei mesi dall'inizio del conflitto in Ucraina, il 23 agosto 2022 la consigliera federale Karin Keller-Sutter ha nuovamente incontrato rappresentanti dei Cantoni, delle parti sociali, delle associazioni dell'economia e delle autorità preposte al mercato del lavoro al fine di stilare un bilancio intermedio e discutere le possibilità di promuovere ulteriormente l'integrazione nel mercato del lavoro.

Delle circa 58 000 persone con statuto di protezione S, 34 000 sono in età lavorativa. Almeno 3670 di queste hanno intrapreso un'attività lucrativa entro sei mesi dal loro arrivo. Dall'inizio del coflitto mezz'anno fa, la quota delle persone in fuga dall'Ucraina che hanno trovato un lavoro, pari a circa l'11 per cento, è quasi doppia rispetto a quella dei rifugiati riconosciuti e delle persone ammesse provvisoriamente (circa il 6 %). La consigliera federale Keller-Sutter, capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), ha ringraziato le imprese, le organizzazioni e le autorità per il loro impegno. Ha affermato che l'integrazione dei profughi nel mercato del lavoro costituisce un elemento importante per gestire le sfide in relazione all'eccezionale movimento migratorio dall'Ucraina.

Un continuo scambio di esperienze

Un contributo decisivo è stato fornito dal continuo scambio tra Confederazione, Cantoni e parti sociali. Da marzo 2022, in seno a un gruppo di lavoro sono state discusse questioni pratiche e giuridiche relative all'integrazione di persone con statuto S nel mercato del lavoro, trasmesse informazioni e chiarite le esigenze, in particolare delle imprese e dei lavoratori. Tali scambi, tenutisi a ritmo settimanale, si sono concentrati su temi quali il lavoro in nero, l'obbligo di annunciare i posti di lavoro vacanti, la fornitura di personale a prestito, il riconoscimento dei diplomi e i praticantati.

Gli elementi che ostacolano l'ottenimento di un posto di lavoro continuano a essere le conoscenze linguistiche lacunose, la necessità di accudire i figli o l'impossibilità di pianificare. Tuttavia, secondo un sondaggio svolto su incarico dell'Unione svizzera degli imprenditori, oltre la metà delle imprese intervistate è interessata ad assumere una persona con statuto S e quasi un decimo di esse l'ha già fatto.

Keller-Sutter ha sottolineato che l'integrazione di persone con statuto S nel mercato del lavoro va promosso, a prescindere dalla loro intenzione di rimanere in Svizzera a lungo termine o di ritornare in Ucraina. In tal modo queste persone conseguono in Svizzera una maggiore indipendenza finanziaria e possono preservare e ampliare le loro qualifiche. In caso di ritorno nella loro patria potranno mettere a frutto l'esperienza professionale o le qualifiche supplementari acquisite in Svizzera. La Consigliera federale ha pure rammentato la valutazione a cui un gruppo di esperti sta sottoponendo lo statuto S e i lavori della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) volti a preparare il ritorno in patria dei profughi una volta revocato il permesso.


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Pubblicato da

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Ultima modifica 25.10.2022

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