Nessuna nuova disposizione costituzionale di carattere generale sul servizio universale

Berna. Mercoledì il Consiglio federale, preso atto dei risultati della consultazione, ha deciso di rinunciare a introdurre una nuova disposizione costituzionale di carattere generale in merito al servizio universale. Il Consiglio federale condivide il parere espresso dalla maggioranza dei Cantoni, dei partiti e delle cerchie interessate, che non ritengono né necessaria né opportuna una disposizione di questo tipo.

La nuova disposizione costituzione, formulata in risposta a una mozione della Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni, avrebbe imposto alle collettività pubbliche di tutti i livelli dello Stato federale l’obbligo di adoperarsi a favore del migliore servizio universale possibile; l’attuale attribuzione delle competenze tra Confederazione, Cantoni e Comuni resterebbe tuttavia invariata. La disposizione indicava alcuni settori importanti nei quali le collettività pubbliche avrebbero dovuto impegnarsi a favore del servizio universale, quali la formazione, l’approvvigionamento idrico ed energetico, lo smaltimento dei rifiuti e delle acque di scarico, i trasporti pubblici e privati, i servizi postali e di telecomunicazione e la sanità.

Adeguatamente disciplinato

Gli interpellati si sono tutti detti d’accordo nel considerare di grande rilevanza il servizio universale alla popolazione. Una maggioranza ha tuttavia respinto l’idea di una nuova disposizione costituzionale di carattere generale in materia, condividendo dunque il parere del Consiglio federale, sfavorevole all’accoglimento della mozione. Il servizio universale è considerato già adeguatamente disciplinato nella Costituzione federale, nelle costituzioni cantonali e nella legislazione speciale. Una disposizione di questo tipo è superflua in quanto il servizio universale funziona egregiamente e non si ravvisa né un’emergenza né un’evoluzione preoccupante che renda necessario un intervento legislativo in materia.

Carattere simbolico privo di effetto

Taluni ritengono inoltre che gli ambiti cui si fa riferimento sono troppo diversi per permettere di formulare un minimo comune denominatore in una disposizione di carattere generale. Oltretutto la disposizione proposta non tiene neppure debitamente conto delle importanti differenze geografiche e demografiche delle varie regioni. Infine ha raccolto molte critiche il carattere dichiarativo e simbolico del progetto, che non esplica effetti diretti e non consente di dedurre alcun diritto.

Competerà ora al Parlamento decidere se aderire agli argomenti del Consiglio federale o sottoporre a Popolo e Cantoni una modifica costituzionale.

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Ultima modifica 17.08.2011

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